Il massacro dei comunisti indonesiani del 1965
(OSSIN - Osservatorio Internazionale per i Diritti)
Passato è il tempo in cui l’allora presidente della Camera Sandro Pertini
disertò il ricevimento in onore del presidente indonesiano Suharto in visita
a Roma, “per non dover stringere la mano a un assassino”. Oggi nessuno più
si ricorda del massacro di un milione di comunisti indonesiani del 1965, il
peggior crimine contro l’umanità del XX° secolo.
Analizzandone però i caratteri, è interessante notare che la strategia
imperialista (statunitense e inglese, soprattutto) resta sempre la stessa.
Lo stesso scenario si è ripetuto in America Latina, coi sanguinosi golpe
argentino e cileno. E si ripete oggi in Libia e in Siria, dove per
rovesciare i regimi in carica si è puntato sui fondamentalismi religiosi e
gli odi etnici, proprio come in Indonesia cinquant'anni fa.